Che rumore fa la felicità?

Inaspettatamente, quello di una cannuccia che risucchia il fondo di un bicchiere quasi vuoto.
O, anche, quello di quando stringi una borsa dell’acqua calda piena per metà.

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99 Luftballons


Quando ero in ospedale, il rischio di compierci gli anni dentro è stato serio fino all’ultimo.
Gli infermieri avevano proposto di organizzare un party: io sarei stata l’addetta al gonfiaggio palloncini.
Quei simpatici buontemponi.
Ancora mi fanno le feste, quando passo di là.
Dicono che un letto per me c’è e ci sarà sempre.

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Born to run


E bisogna anche dire che questo è proprio un bell’anno.

Se n’è andato anche Prince, pace all’anima sua, e io sto cominciando a chiedermi come la prenderò quando saranno morti tutti ma proprio tutti i miei cantanti preferiti.
Perché manca poco, ormai.
Ed essendo ostile al nuovo che avanza – come tutti i vecchi, del resto – non riesco neanche a rimpiazzarli.
Perciò vanno a esaurimento.
C’è da dire che, per fortuna, almeno loro ci lasciano la voce e le canzoni e, a volte, come sembra in questo caso, una quantità di inediti tale da poter riempire il vuoto degli anni a venire ancora per molto, moltissimo tempo.
Così, a meno che uno non li abbia frequentati in vita, alla fine non sembra neanche che siano morti.
Però, ugualmente, che amarezza.

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Dancing Queen

Stanotte ho sognato che andavo al solito controllo dal Dottor D, il quale, dopo avermi accuratamente auscultata, mi passava lo stetoscopio per far sentire anche a me quello che aveva appena sentito lui: un incrocio tra il sonar di un sottomarino russo immerso nel Mar Baltico e il canto delle balene di Baja California…

Disperata, gli dicevo: “ma dottore, c’è ancora un mare di liquido nel mio polmone!”
E lui rispondeva: “ma che liquido, guarda che questa è musica!”

E dal mio polmone, direttamente nello stetoscopio, che ci spartivamo come si trattasse di cuffiette dell’Ipod, partiva questa roba qua:

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