Eh già

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99 Luftballons


Quando ero in ospedale, il rischio di compierci gli anni dentro è stato serio fino all’ultimo.
Gli infermieri avevano proposto di organizzare un party: io sarei stata l’addetta al gonfiaggio palloncini.
Quei simpatici buontemponi.
Ancora mi fanno le feste, quando passo di là.
Dicono che un letto per me c’è e ci sarà sempre.

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Born to run


E bisogna anche dire che questo è proprio un bell’anno.

Se n’è andato anche Prince, pace all’anima sua, e io sto cominciando a chiedermi come la prenderò quando saranno morti tutti ma proprio tutti i miei cantanti preferiti.
Perché manca poco, ormai.
Ed essendo ostile al nuovo che avanza – come tutti i vecchi, del resto – non riesco neanche a rimpiazzarli.
Perciò vanno a esaurimento.
C’è da dire che, per fortuna, almeno loro ci lasciano la voce e le canzoni e, a volte, come sembra in questo caso, una quantità di inediti tale da poter riempire il vuoto degli anni a venire ancora per molto, moltissimo tempo.
Così, a meno che uno non li abbia frequentati in vita, alla fine non sembra neanche che siano morti.
Però, ugualmente, che amarezza.

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